Ristoranti, i dati choc dei controlli: scarafaggi in un locale su quattro

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Quando si fanno i controlli poi le cose vengono fuori. Ci auguriamo che questi ristoratori e quelli che ritengono ancora che un piano di monitoraggio degli infestanti sia superfluo nella propria attività, capiscano invece quanto sia importante questo aspetto ed imparino ad avere maggior rispetto per il consumatore.

Verifiche dei Nas da novembre 2015 a oggi: la metà dei locali non è in regola, scarsa igiene, cibi contaminati, anche nei negozi di rinomate «delicatessen»

C’è il negozio di delicatessen – Franchi – con le cucine dai pavimenti così unti da sembrare un’ officina (ma la pagnotta caduta sarà buttata o riciclata?). E c’è il ristorante con le tovaglie a quadretti – Osteria Coppelle- dove gli insetti, oltre a popolare le cucine, s’infilano anche nel registratore di cassa. Al punto che, durante un controllo degli ispettori della Asl Roma A, si è assistito all’estrazione dell’intruso dal portello dello scontrino. C’è l’ etnico giapponese assai di moda – Oishi Sushi – con le feci di roditore nell’area di preparazione dei pasti e in magazzino. E c’è la cornetteria storica – uscita metro di via Barletta – senza cappe ma con blatte (e se una precipitasse nell’impasto?). Casi estremi che rischiano di gettare ombre sulla categoria. Ma anche segnali da cogliere in una città che vive di eventi e flussi turistici.  continua a leggere… 

Fonte: Corriere della Sera

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